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Il futuro delle Supply Chain per il ritorno alla nuova normalità
Il futuro delle Supply Chain per il ritorno alla nuova normalità

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Data

03 marzo 2021

Il futuro delle Supply Chain per il ritorno alla nuova normalità

Più di prima, abbiamo bisogno di una tracciabilità completa e di attori che implementino soluzioni di trasparenza, nonostante qualsiasi emergenza.

Prima del Covid-19, la globalizzazione all’interno delle supply chain era considerata il golden standard, perciò i flussi commerciali transfrontalieri venivano incoraggiati e molti ingredienti venivano acquistati da paesi in cui competenze e materie prime erano abbondanti e abbordabili, così da ottenere prodotti finiti più convenienti.


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Sfortunatamente, il COVID-19 è stato il motivo principale all’origine della grande trasformazione nelle strutture delle supply chain, a causa di lockdown, restrizioni sui flussi di import/export e diversioni, con conseguente aumento drastico della mancanza di visibilità e flessibilità dell’intero processo aziendale. Con i produttori e le supply chain che diventano più localizzati, si registrerà un impatto diretto sulle attività, sui costi e sugli approvvigionamenti delle società, che necessitano quindi di un cambiamento radicale per essere pronte alla nuova normalità, quella che caratterizzerà il periodo post-covid. 

Il futuro delle Supply Chain è la Tracciabilità

QUALI SONO LE RICHIESTE DELLE SUPPLY CHAIN PER IL PERIODO POST-COVID?

Ora più che mai, il mercato della supply chain globale richiede una tracciabilità totale e parti interessate che implementino soluzioni volte alla trasparenza per ottenere maggiore efficienza e un più elevato ritorno sugli investimenti, nonché in grado di adattarsi rapidamente in modo tale da poter soddisfare le nuove richieste del mercato indipendentemente dalle eventuali situazioni di emergenza. Una supply chain digitalizzata, standardizzata e trasparente può ridurre gli impatti e fornire soluzioni sostenibili e agili per la ripresa e la resilienza.

 

Tra l’altro, i settori sanitario, farmaceutico, alimentare e delle bevande sono fondamentali per la sicurezza e la sanità pubblica, quindi non si possono fermare o rallentare per soddisfare le varie esigenze in qualsiasi luogo e momento.  Da una parte, devono garantire a livello prioritario la sicurezza, la qualità e la consegna tempestiva dei prodotti. Dall’altra, i costi associati a questi sforzi stanno aumentando per garantire il prodotto giusto nella giusta dose per la persona giusta al momento giusto utilizzando il giusto mezzo (le 5 R dei diritti umani). Per questo motivo, un monitoraggio proattivo della supply chain attraverso l’innovazione e la tecnologia sta diventando decisivo.

 

COME PREPARARSI AL FUTURO?

Recentemente, è stata condotta da Gartner un’indagine su centinaia di CEO che si occupano di supply chain globali relativamente alle lezioni principali apprese durante questa pandemia. Hanno tutti concordato sul fatto che per essere pronti ad affrontare in modo proattivo le richieste future, cinque cambiamenti principali sono prioritari, oltre all’agilità culturale delle società in materia di business model e competenze:

 

  1. Digitalizzazione della supply chain: il 23% dei leader della supply chain prevede di avere un ecosistema digitale entro il 2025, dall’1% di oggi. Si attende una riduzione della globalizzazione e della produzione all’estero, rispettivamente, nei prossimi cinque anni.
  2. Nuovi modelli di business: il 79% dei leader della supply chain pensa che un approccio basato su una piattaforma/Internet rappresenti il nuovo modello di business più critico per sostenere la ripresa post-pandemia. Supply chain dotate di sensori IoT (il digital supply chain twin), cloud/mobile computing e soluzioni Track & Trace per monitorare in tempo prossimo al reale dati end-to-end dalla fonte ai clienti finali coinvolgendo produttori, distributori, magazzini, rivenditori e consumatori. Il monitoraggio del contesto della catena del freddo per i prodotti sensibili, le analisi predittive per evitare arresti, il tracking per evitare contraffazioni e diversioni e la tracciabilità per evitare carenze di materie prime sono solo alcuni casi di uso comuni. Strategia: personalizzare prodotti e servizi che richiedono processi più flessibili per soddisfare le necessità.
  3. Passaggio all’e-commerce per un coinvolgimento del cliente omnicanale: il 69% delle organizzazioni della supply chain prevedono una minore disponibilità da parte dei clienti a visitare i negozi nei prossimi cinque anni. Strategia: offrire prodotti e servizi personalizzati e incentrati sulle finalità, forniti ovunque, in qualsiasi momento e condizione.
  4. Team in remoto e distribuiti: il 98% dei leader della supply chain ritiene che il lavoro da casa aumenterà nei prossimi cinque anni. Strategia: predisporre un ambiente di lavoro ibrido per competenze in loco e da remoto.
  5. Armonizzazione globale e trasparenza: sulla base di standard di comunicazione aperta come GS1, identificare ogni prodotto attraverso il suo ciclo di vita, tracciarne la posizione in ogni momento, acquisire dati sulle sue condizioni e condividerli in tempo reale con tutti gli attori coinvolti e i consumatori.

CONCLUSIONI:

In conclusione, per ricreare una supply chain post-covid più efficiente, resiliente, sostenibile e reattiva, i CSCO (Chief Supply Chains Officer) devono concentrarsi sulle best practice illustrate in precedenza e incrementare la CX (Customer Experience) con soluzioni di supply chain digitale basate su tecnologie volte a implementare un ecosistema solido e trasparente in grado di:

 

  • Tracciare i componenti/le parti e i prodotti finiti
  • Monitorare in tempo reale il contesto della catena del freddo/supply chain
  • Garantire la gestione della compliance
  • Fornire analisi predittive

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