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L’integrità della supply chain globale: come contrastare il commercio illecito e la diversione
L’integrità della supply chain globale: come contrastare il commercio illecito e la diversione

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Data

03 febbraio 2021

L’integrità della supply chain globale: come contrastare il commercio illecito e la diversione

La globalizzazione, l’agevolazione degli scambi e la sensibilità in termini di proprietà intellettuale sono elementi chiave della crescita economica.

Sfortunatamente, tali questioni hanno comportato anche altre minacce, orchestrate da vaste reti criminali in modo tale da interferire quotidianamente con l’integrità delle supply chain globali. Quando abbiamo iniziato a preoccuparci dell’origine dei prodotti che consumiamo e a dare voce alle nostre preoccupazioni in termini di etica, ambiente e sicurezza dei prodotti? 


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Non si tratta di certo di una tendenza recente, considerando che questa tematica risale a duecento anni fa.
Sulla base di uno studio condotto da Euromonitor[1] intitolato “Illicit Trade in Times of Coronavirus” (Commercio illecito ai tempi del Coronavirus), è emerso chiaramente che la pandemia e le misure adottate per prevenirne la diffusione, come ad esempio lockdown e chiusura delle frontiere, hanno avuto serie ripercussioni sulle supply chain globali e sull’attività economica.

L’integrità della supply chain

Con “commercio illecito” si intende qualsiasi attività volta alla manomissione del prodotto autentico, come ad esempio contraffazione, contrabbando, perdite fiscali, prodotti artigianali e rivendita di merci scadute.
Con “diversione” si intende la vendita di un prodotto autentico in un paese non consentito a un prezzo diverso; la maggior parte delle volte tale merce è scaduta o non funzionante (integrità del prodotto). Gli elementi principali che hanno incoraggiato episodi di commercio illecito e diversione si dividono in tre grandi categorie: consumatori, aziende e regolamentazioni. In alcuni settori, le reti transnazionali del crimine organizzato stanno sfruttando le debolezze di quadri normativi inefficaci, i problemi di approvvigionamento, le preferenze dei consumatori in costante mutamento e i gap di prezzi per espandere la propria presenza illecita.

 

IL COMMERCIO ILLECITO COLPISCE TUTTI I SETTORI:


Ad esempio, il commercio illecito di prodotti farmaceutici implica contraffazione e diversione (prodotti autentici venduti in territori non autorizzati). Farmaci contraffatti o non efficaci possono includere ingredienti tossici/alternativi/scaduti che nel migliore dei casi non offrono alcun beneficio intrinseco e non danneggiano il paziente, mentre nei casi peggiori causano gravi malattie o la morte. Altri casi di commercio illecito riguardano tabacco e bevande alcoliche, settori a cui i governi applicano accise al fine di monitorarne la diversione e ridurne al minimo il consumo eccessivo da parte dei cittadini vulnerabili, nella fattispecie i giovani.

 

Il Prof. Paul Newton, esperto di farmaci contraffatti dell’Università di Oxford, ha lanciato l’allarme in merito a “una pandemia parallela, di prodotti alterati e compromessi” originata dalle epidemie e dalle carenze dovute al Covid-19. Ciò non è correlato unicamente all’interruzione delle supply chain in termini di distribuzione, conseguenza di una riduzione del 40-50% dell’efficienza di aeroporti e forza lavoro, ma anche all’ansia degli individui che fanno scorta di medicinali/cibi confezionati/mascherine a casa, portando così la domanda a superare l’offerta.  Il Coronavirus ha aggravato la questione dei medicinali contraffatti nel mondo facendo registrare a maggio 2020 un dato pari a 4,4 miliardi di dollari statunitensi[2].  Il Forum Economico Mondiale (WEF - World Economic Forum) stima che nel 2020 oltre 2,2 trilioni di dollari statunitensi andranno persi a causa delle perdite dovute al commercio illecito; si prevede perciò una riduzione del PIL mondiale compresa tra -5% e -8% rispetto alla crescita dal 3% registrata prima del Covid-19. Una settimana dopo la dichiarazione da parte dell’OMS della pandemia di Coronavirus, Operazione Pangea[3], l’unità dell’Interpol di contrasto al mercato di farmaci illegali e contraffatti in tutto il mondo, ha effettuato 121 arresti in 90 paesi e portato al sequestro di prodotti farmaceutici pericolosi (4,4 milioni di unità) per un valore di oltre 14 milioni di dollari e alla chiusura di oltre 2500 siti web.

 

Per questi motivi, l’integrità della supply chain globale sta diventando una questione di primaria importanza per tutti, dato che anche i contraffattori sono soggetti a contraffazione! La complessità e l’interconnettività delle supply chain indicano che spesso è molto difficile sapere che cosa accade al di là dei fornitori di primo livello. Di solito, tutti i prodotti sono ispezionati dall’Interpol, ma una certa quantità non viene rilevata, risultando in una conseguente deviazione fuorviante, come nel caso di posti e paesi transfrontalieri. In questa direzione, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e l'Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO) hanno unito le proprie forze per studiare e analizzare diversi rapporti con l’obiettivo di misurare e quantificare la gravità del problema correlato al commercio di prodotti contraffatti o alla diversione di prodotti autentici che non rispettano le condizioni di stoccaggio e violano così l’integrità del prodotto. Tali rapporti sono il risultato di tutte le indagini condotte dall’Interpol in associazione con l’OMS, la FDA, le autorità di regolamentazione e i governi, solo per fare qualche nome.

 

COME COMBATTERE IL COMMERCIO ILLECITO E LA DIVERSIONE?


Le previsioni non sono ottimistiche, poiché le condizioni commerciali e l’integrità della supply chain globale rimarranno incerte fino al raggiungimento di una “nuova normalità” in epoca post-covid. Nel mentre, per combattere la diversione e le attività illecite più vulnerabili, è stato messo in atto un approccio a più livelli:
per prima cosa, occorre arrivare a un’armonizzazione e un’interoperabilità globale tra tutti gli operatori, congiuntamente a una trasparenza completa che consenta la comunicazione in ogni punto della supply chain. Si tratta di un obiettivo difficile da raggiungere senza implementare la trasformazione digitale, coinvolgere i consumatori nell’ecosistema dal loro portatile, rispettare le normative e comunicare in tempo reale usando standard globali come GS1. 

Tuttavia, la tecnologia può rivelarsi un’arma a doppio taglio di cui anche i criminali possono trarre vantaggio, grazie alla criptazione delle comunicazioni e alla possibilità di operare in paesi nei quali non si applica una determinata legislazione. Quindi, la convergenza tra le tecnologie di tracciabilità dei prodotti (soluzioni Track & Trace) e autenticazione (protezione del marchio) che utilizzano etichette intelligenti da un lato e le tecnologie mobili per comunicare e riferire alle piattaforme cloud per un’analisi in tempo reale e grande visibilità dall’altro lato, permette a ogni parte coinvolta di ottenere informazioni affidabili sulla provenienza a livello di singoli elementi e di distinguere con sicurezza il prodotto autentico da quello illecito. L’approccio a più livelli mette un numero maggiore di interessati nelle condizioni di accedere a informazioni rilevanti in termini di tracciabilità. Ogni volta che un prodotto viene scansionato per un controllo prima e/o dopo l’acquisto, si crea un circuito di feedback che incrementa i flussi di informazioni e rafforza il sistema[4].

 

LE 4 QUESTIONI RELATIVE ALL'INTEGRITÀ DELLA SUPPLY CHAIN:


La gestione dell’integrità della supply chain o ‘la gestione della catena di custodia’ deve affrontare le quattro questioni relative all’integrità della supply chain a livello di prodotti, come indicato dal Forum economico mondiale nel 2012:

  1. Integrità della fonte: Questo prodotto viene da dove penso?
  2. Integrità del contenuto: Questo prodotto è stato fatto come penso?
  3. Integrità dello scopo: Questo prodotto farà esattamente quello che penso?
  4. Integrità del canale: Questo prodotto ha viaggiato come penso?

 

La circolazione di soli prodotti intelligenti e il coinvolgimento dei consumatori contribuirà sicuramente a ricostruire la fiducia nei governi. Questo doppio paradigma digitale protegge non solo il prodotto, ma anche chi lo adotta e i titolari di marchi responsabili.  Alla fine, ogni consumatore deve potersi fidare di un prodotto acquistato online o all’interno di una nazione non regolamentata, come se lo avesse preso direttamente dallo scaffale di un famoso rivenditore al dettaglio.

 

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[1] Euromonitor

[2] Stopillegal.com URL: https://www.stopillegal.com/blog/detail/coronavirus-worsens-usd-4.4-billion-global-counterfeit-medicine-problem

[3] Interpol. URL: https://www.interpol.int/Crimes/Illicit-goods/Pharmaceutical-crime-operations

[4] Researchgate.net. URL: https://www.researchgate.net/publication/341078177_Illicit_Trade_Supply_Chain_Integrity_and_Technology

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