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Un Centro di Ricerca in Meccanobiologia per la medicina del futuro
Un Centro di Ricerca in Meccanobiologia per la medicina del futuro

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Data

30 novembre 2020

Un Centro di Ricerca in Meccanobiologia per la medicina del futuro

Il progetto sarà gestito dai Dipartimenti di Ingegneria Meccanica e Industriale e di Medicina Molecolare e Traslazionale

Unire le scienze biologiche e ingegneristiche per lo studio delle funzioni cellulari, aprendo le porte alla medicina del futuro. È questo uno dei cardini della Meccanobiologia e al tempo stesso uno degli obiettivi del nuovo “Centro Interdipartimentale di Ricerca Internazionale in Meccanobiologia”, ideato dall’Università degli studi di Brescia e supportato da due eccellenze internazionali, leader nell’innovazione tecnologica in ambito farmaceutico e biomedicale, Antares Vision e Copan.


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La meccanobiologia è un ramo emergente della scienza, che unisce biologia e ingegneria per lo studio delle funzioni cellulari. Il Centro di Ricerca, primo in Italia dedicato specificamente a questa disciplina, avrà sede presso i Dipartimenti di Ingegneria Meccanica e Industriale e di Medicina Molecolare e Traslazionale dell’Università degli Studi di Brescia con l’obiettivo sia di promuovere studi e ricerche con un approccio meccano-biologico, sia di trasformare le scoperte in innovazioni biomediche.

Un Centro di Ricerca in Meccanobiologia

Punto di forza del Centro sarà l’interdisciplinarità, grazie alla sinergia tra i due Dipartimenti dell’ateneo bresciano, che già vantano una vasta attività di ricerca di base, industriale e di trasferimento tecnologico. Il centro ha inoltre una vocazione internazionale, ospitando da statuto all’interno del proprio Consiglio Direttivo un ricercatore internazionale di chiara fama nell’ambito della meccanobiologia.

Fondamentale sarà il supporto di Antares Vision e di Copan, leader globale nel campo della preanalitica, dalla raccolta di campioni biologici all’automazione del flusso di lavoro all’interno dei laboratori di microbiologia.

Crediamo molto nell’approccio multidisciplinare necessario a risolvere un problema o a ricavare conoscenze preziose grazie all’esplorazione di vari campi, come in questo caso tra biologia e ingegneria, tra biomedicina e nanoingegneria, per comprendere l’interazione ancora ignota nelle cellule tra processi meccanici e processi fisici”, dichiara Emidio Zorzella, Presidente e Amministratore Delegato di Antares Vision. “La collaborazione con Copan e l’Università di Brescia si inquadra proprio in questo tipo di approccio, perché siamo convinti che una conoscenza allargata, flessibile e trasversale sia la chiave per il futuro. L’iperspecializzazione ha certamente dato negli anni un vantaggio competitivo, ma nei momenti di crisi e di estrema complessità c’è bisogno di uno sguardo laterale, di osservare un problema da punti di vista diversi”.

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