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IBM e Antares Vision insieme per migliorare la supply chain farmaceutica
IBM e Antares Vision insieme per migliorare la supply chain farmaceutica

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Data

10 settembre 2020

IBM e Antares Vision insieme per migliorare la supply chain farmaceutica

Sembra quasi che un decennio di eventi “cigno nero” si sia condensato nel giro di pochi mesi. Questa logica, tuttavia, è sbagliata.

Sfortunatamente, non si tratta di eventi “cigno nero”, ma della supply chain che noi stessi abbiamo creato.

Dopo aver lottato per mesi per accedere ai dispositivi medici e ai prodotti salvavita, il mondo sta ripensando completamente la situazione finora in auge, valutando l’esigenza di disporre di scorte di riserva e concentrandosi su una supply chain globalmente diffusa e just-in-time. Queste sfide per la supply chain sono ulteriormente aggravate dalle limitazioni alle capacità dei trasporti internazionali, limitazioni alle esportazioni imposte dai paesi su beni essenziali e dalle chiusure impreviste di alcuni stabilimenti produttivi.

Ma il punto è:

le carenze a livello farmaceutiche non sono un fattore di novità e non sono dovute interamente al Covid-19. Come ha indicato la Shortage Task Force della Food & Drug Administration statunitense nel rapporto del febbraio 2020, le scorte disponibili per molti farmaci erano limitate anche prima. E questo si riferisce alla fase pre-Covid. È chiaro che ci sono dei problemi da molto tempo. Il Covid-19 è solo il punto di rottura che ci ha costretti a fare i conti con questa situazione.

IBM e Antares Vision insieme per migliorare la supply chain farmaceutica

A una prima occhiata, la soluzione più semplice è di “invertire” le tendenze della supply chain che ha causato queste condizioni.  Di conseguenza, i governi stanno limitando le esportazioni e ripensando i processi di libero commercio.  Le società stanno incrementando le proprie scorte e le strutture sanitarie stanno ordinando quantitativi in esubero.  Molte delle azioni intraprese a livello micro hanno, probabilmente, avuto una qualche utilità, ma di certo non costituiscono una soluzione sostenibile.

 

Al contrario, noi proponiamo una nuova strada,  che prende piede da un’idea poco convenzionale. Riteniamo che il problema non sia che gli ultimi 30 anni di innovazione nella supply chain ci abbiano portato troppo avanti, ma che, al contrario, non ci abbiano fatto arrivare abbastanza lontano.

 

Dei mercati efficienti e reattivi richiedono segnali chiari e precisi.  Richiedono informazioni.  Sfortunatamente, i nostri modelli di business si concentrano troppo sui provider di informazioni vantaggiose e competitive ignorando come lo scambio selettivo di informazioni tra parti fidate possa migliorare l’efficienza dei mercati.  Considerate alcune delle decisioni commerciali comuni elencate di seguito e il relativo impatto sulla supply chain:

DECISIONE COMMERCIALE

  • Mancata divulgazione di informazioni relative al punto di origine o alle forniture dei componenti;
  • Mancata divulgazione dei livelli di inventario e dei modelli di consumo;
  • Strategie di approvvigionamento a breve termine, stile asta, concentrate principalmente sul prezzo, che rilegano la qualità a un elemento secondario.

IMPATTO SULLA SUPPLY CHAIN (IL MERCATO IN GENERALE)

  • Difficoltà nell’identificazione dei rischi legati ai fornitori comuni e nell’analisi di rischio;
  • Difficoltà in termini di rilevamento e ritardi con incremento/riduzione della produzione;
  • Mancanza di incentivi per investimenti a lungo termine necessari a garantire un miglioramento costante della qualità.

L’elenco non finisce qui, ma il messaggio alla base è che il mercato farmaceutico non riceve informazioni o segnali di trasformazione in maniera sufficientemente rapida da poter valutare rischi, qualità del valore, definire i costi e, in generale, mantenere l’equilibrio necessario. 

 

Riteniamo che la risposta sia in un nuovo approccio alla condivisione delle informazioni. 

 

Questo non significa condivisione in massa di qualsiasi cosa relativa alle supply chain. 

 

Al contrario, significa sfruttare la maggiore efficienza dei nuovi strumenti di connessione messi a nostra disposizione da internet per comunicare le informazioni sulla supply chain che scegliamo di condividere con i nostri partner commerciali in maniera nuova e più efficace.

 

Il punto di partenza è un’entità no-profit il cui unico obiettivo sia agevolare lo scambio e la protezione delle informazioni. Questo seguirà il modello di rete, diventando un mercato fidato e non proprietario in cui sia possibile scambiare informazioni private riducendo i costi di transazione per tutti.  Proprio come internet, sarà basato su un software open source che garantirà trasparenza, fiducia ed impedirà qualsiasi finalità di profitto. Questa entità è creata a vantaggio del settore, non degli azionisti, e pertanto sarà controllata dal settore in modo da mantenere l’attenzione sulle relative esigenze.

 

È arrivato il momento di abbracciare un nuovo approccio, guidato dal passaggio a una tracciatura più coerente, come richiesto dal Drug Supply Chain Security Act e da altre normative equivalenti.  Le normative emergenti genereranno una quantità di informazioni relative alle nostre supply chain nettamente superiore al passato.  Da parte sua, l’esplosione dei dati sulle supply chain aumenterà la necessità di dare vita a uno scambio equo delle informazioni.  Questo non deve porre le società in uno stato di svantaggio competitivo dettato dalla condivisione di informazioni proprietarie.  Tuttavia, ci fornisce uno strumento di condivisione selettiva delle informazioni che consenta di rafforzare le nostre supply chain. 

 

In realtà, si tratta di un fenomeno già in corso in altri settori.  Ad esempio, in Francia, i consumatori possono tracciare la provenienza del proprio pollame e conoscere le condizioni di allevamento e trasformazione.  Questa trasparenza è una caratteristica distintiva e i consumatori pagano un sovrapprezzo per queste informazioni.  È improbabile che i consumatori controllino la provenienza di tutti gli articoli alimentari acquistati, ma il punto è che la tecnologia per poterlo fare esiste anche sui prodotti a basso costo.  E non è soltanto il consumatore a trarne vantaggio, tutte le parti coinvolte nella supply chain acquisiscono valore, in particolare in casi eccezionali come il richiamo di prodotti che, adesso, possono essere più mirati.

 

Antares Vision e IBM stanno collaborando per portare questa innovazione nel settore farmaceutico.  La competenza di Antares Vision nella raccolta di informazioni da parte di sistemi di produzione associata al software di archiviazione e analisi di IBM ci fornirà nuove e potenti informazioni sulla supply chain per poter gestire in maniera ottimizzata le nostre soluzioni di inventario just-in-time.  Fornirà ai partecipanti alla supply chain nuovi modi per distribuire e gestire queste informazioni.  Inoltre, i nuovi strumenti di gestione renderanno i mercati più efficienti, resilienti e in grado di generare segnali migliori in termini di fornitura-domanda. 

 

Attualmente, stiamo discutendo con i governi e gli attori di settore su come creare e controllare una tale soluzione no-profit. 

 

Non si tratterà di una soluzione firmata Antares Vision e IBM; sarà la soluzione del settore in grado di bilanciare gli obiettivi di tutti gli attori senza, tuttavia, generare profitto. 

 

Il progetto è in corso ed è aperto a tutto il settore farmaceutico. Unitevi a noi per migliorare i vostri modelli di supply chain e cliccate qui per ricevere maggiori informazioni.


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