Return to top
Siete più rapidi del cambiamento?
Siete più rapidi del cambiamento?

Condividi su

Data

04 settembre 2020

Siete più rapidi del cambiamento?

Le tecnologie digitali e innovative e i modelli di business hanno subito una drastica evoluzione.

Sebbene sia ampiamente riconosciuto l’effetto della globalizzazione e della digitalizzazione sulla percezione del mondo in quanto villaggio globale, le modalità di business di ciascun paese sono diventate sempre più complesse, in particolare nei mercati emergenti.

Il mondo nel 2050

 Secondo il rapporto di un’indagine pubblicata da PwC alcuni anni fa (febbraio 2017) su “The world in 2050”, sono diversi i fattori interessanti evidenziati a livello di economia mondiale.

  • Dati i continui miglioramenti tecnologici in termini di produttività, l’economia mondiale potrebbe più che raddoppiare entro il 2050, superando di gran lunga la crescita demografica.
Siete più rapidi del cambiamento?
  • I mercati emergenti (E7) potrebbero registrare un’espansione in media due volte più rapida rispetto a quella delle economie avanzate (G7).
  • Si stima che sei tra le sette maggiori economie mondiali diventeranno economie emergenti, prime fra tutte Cina (1°), India (2°) e Indonesia (4°). Tra il 2016 e il 2050, si stima un incremento della quota cinese del PIL mondiale (tramite PPP) compreso tra il 18% e il 20%, mentre si prevede che il PIL indiano (tramite PPP) registrerà un incremento variabile dal 7% al 15%.
  • Entro il 2050, gli USA potrebbero scendere al 3° posto nel ranking del PIL mondiale, mentre la quota UE27 potrebbe scendere al di sotto del 10%.
  • I paesi emergenti devono migliorare sensibilmente le proprie istituzioni e infrastrutture se vogliono utilizzare appieno il proprio potenziale a lungo termine.

 

Nel 1995, E7 e G7 condividevano le medesime stime, nel 2015 i numeri tra E7 e G7 erano pressoché identici e si prevede che entro il 2040, in soli 25 anni, i paesi E7 raddoppieranno le cifre dei paesi G7.  (Fonte: IMF for historical GDP, analisi PwC delle proiezioni per il 2050).

 

  • E7: Cina, India, Indonesia, Brasile, Russia, Messico, Turchia
  • G7: Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Giappone, Canada e Italia.

 

Sfide per i mercati emergenti

 

I gruppi direttivi di diverse società internazionali (in particolare, del gruppo G7) riconoscono nella globalizzazione la sfida più ardua da affrontare al giorno d’oggi.

I mercati dei paesi emergenti sono spesso indicati come mondo VUCA. VUCA è un acronimo basato sulle teorie di leadership di Warren Bennis e Burt Nanus utilizzato per la prima volta nel 1987 e sta per Volatility, Uncertainty, Complexity e Ambiguity (in italiano: Volatilità, Incertezza, Complessità e Ambiguità).

Le società hanno spesso convenuto che l’adozione di pratiche commerciali non etiche è alla base del mondo VUCA ed è questo che rende i paesi emergenti mondo VUCA. 

I mercati dei paesi emergenti sono soggetti a diversi elementi di complessità, come fattori sociopolitici, qualità delle infrastrutture dei mercati, logica del profitto orientata ai costi, sistema giuridico meno efficiente, norme governative, mercati controllati, ecc.  Nonostante tali fattori, i mercati E7 sono sulla strada della crescita.

Negli ultimi decenni, molte corporazioni multinazionali hanno guardato con attenzione ai mercati emergenti, sfruttandone le dimensioni e la competitività dei costi. Tuttavia, le corporazioni dei G7 non sono riuscite a trasferire in maniera uniforme il modello e le strategie di business utilizzate con successo nei propri paesi. 

 

Strategie vincenti nei mercati emergenti

 

Dal 1990, i paesi in via di sviluppo hanno rappresentato il mercato a crescita maggiore per prodotti e servizi e le società dei paesi sviluppati hanno iniziato a produrre e a sovvenzionare centri in tutti quei paesi caratterizzati da una notevole competitività dei costi, in cui lavoro specializzato, competenze manageriali e infrastrutture sono relativamente a buon mercato. Molti nuovi attori hanno imparato con l’esperienza che nei mercati emergenti servono dei modelli di strategia commerciale completamente diversi dal quadro strategico adottato nei mercati G7. Diverse società provenienti da paesi in via di sviluppo hanno fatto il loro ingresso nel G7 con strategie low-cost nel settore automobilistico, ingegneristico, FMCG, dei grandi elettrodomestici e dei servizi IT, ma per le società del G7 l’accesso ai mercati E7 si dimostra relativamente complesso in quanto, in mancanza di strategie concordate con i paesi in via di sviluppo lungo la catena di valore, la loro competitività risulterà limitata nel tempo.  La nuova tendenza dei mercati G7 a concentrarsi sui paesi E7 non nasce esclusivamente dalla disponibilità di centri di produzione/assistenza efficienti, ma dal desiderio di infiltrarsi gradualmente fino alla base della piramide con modelli di business innovativi ed economici volti a sfruttare il mercato dei consumatori, specialmente la classe media.

Le società più all’avanguardia hanno compreso che i modelli di business e le strategie commerciali da adottare nei mercati emergenti sono completamente diverse da quelle utilizzate in madrepatria e necessitano, pertanto, di mezzi locali di implementazione.

 

Di seguito sono descritte tre strategie fondamentali per avere successo nei mercati E7.

 

Adattare il proprio business ai mercati E7 

Per avere successo nei mercati E7, le multinazionali devono modificare i propri modelli di business per ciascun paese e adattare il proprio mercato locale (prodotti, supply chain e materie prime) senza, però, modificare valori fondamentali e proposte di business. Un cambio radicale in termini di adeguamento comprometterebbe il branding a livello globale.

 

Modificare i mercati E7

Molte multinazionali sono abbastanza forti da alterare il mercato o il settore in cui operano mediante variazioni del contesto commerciale, aumentando le aspettative del consumatore in termini di qualità o creando un sistema di valore in grado di sostenerli su scala globale e non solo agendo sulla competitività dei prezzi.

 

Sfruttare le sinergie dei mercati E7

Per alcune aziende, adattare i propri modelli di business ai mercati emergenti potrebbe risultare poco funzionale o particolarmente dispendioso. Sebbene per le società non sia fattibile applicare le medesime strategie in tutti i paesi in via di sviluppo, queste possono comunque generare delle sinergie trattando i diversi mercati come parte di un unico sistema. Ad esempio, le società possono produrre i componenti in Brasile e sviluppare i propri software in India in modo da generare delle sinergie che rendano mercati diversi parte integrante del proprio sistema di valore totale.

 

Antares Vision è pronta ad abbracciare il cambiamento

Antares Vision S.p.A. ha previsto molto tempo fa questo “cambiamento” nell’economia mondiale e nelle dinamiche di mercato. La società aveva già iniziato a esplorare i mercati dei paesi E7 emergenti quasi dieci anni fa, in modo da stabilire una base stabile, sostenibile e modulabile, partendo dall’apprendimento e dall’analisi della cultura commerciale locale, dell’ambiente sociopolitico, delle politiche governative, della logica del cliente, delle infrastrutture locali, sia fisiche che digitali, ecc.

Oggi, Antares Vision e le società del gruppo vantano una presenza diretta nei paesi E7 sotto forma di controllate, JV o presenza tramite partner forti.

Come per l’ambito PwC per i business che operano nei mercati emergenti, esistono tre fattori chiave che influenzano le società G7 all’interno dei mercati E7.

 

  1. Efficienza operativa: Migliorare l’efficienza in termini di costi rivolgendosi ai clienti più redditizi.
  2. Innovazione: Individuare la capacità di progettare prodotti mirati ai consumatori locali.
  3. Mirare all’eccellenza del mercato: Integrare l’organizzazione di vendita all’interno del mercato locale.

 

Il gruppo Antares Vision investe costantemente nel miglioramento della propria piattaforma e offerta tecnologica e nell’affermare la propria presenza a livello globale. L’obiettivo principale è aiutare i nostri clienti ad avere successo in ogni parte del mondo rispondendo in maniera proattiva alle dinamiche del mercato.

Grazie al supporto delle tecnologie di tracciabilità e innovazione, Antares Vision e le società del gruppo sono in grado di sostenere i propri partner commerciali (clienti) e ad aiutarli ad avere successo non soltanto nel mondo occidentale, ma anche nei paesi E7, dove la supply chain diventa estremamente critica per le attività di questi paesi.

La piattaforma di tracciabilità end-to-end di Antares Vision, potenziata da tecnologie digitali e innovative, è sicuramente in grado di aiutare le società (non soltanto provenienti dai paesi G7, ma anche da quelli E7) a portare una sana competitività dei prezzi all’interno delle proprie operazioni (a livello di stabilimento), come anche a progettare una supply chain integrata, visibile, agile e sicura che garantisca il successo delle operazioni a livello commerciale.

Per raggiungere direttamente il consumatore, Antares Vision offre “un’esperienza del cliente e strumenti di fidelizzazione del consumatore” innovativi, sfruttabili in maniera efficiente da qualsiasi società presente nei mercati G7 o E7.

Antares Vision si sta preparando ad abbracciare il cambiamento in modo da aiutare i propri clienti ad avere successo nei mercati globali, sfruttando tecnologie digitali e innovative per garantire la massima efficienza operativa e l’eccellenza di mercato.

Siete pronti?

Il gruppo Antares Vision sarà lieto di diventare il vostro partner di crescita nel mondo.

Commenti

Nessun commento. Inserisci il tuo commento!

Lascia un commento a questo articolo

preloader