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A lezione di etichetta: le nuove tecnologie per controlli più rigorosi
A lezione di etichetta: le nuove tecnologie per controlli più rigorosi

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Data

01 giugno 2020

A lezione di etichetta: le nuove tecnologie per controlli più rigorosi

Le etichette forniscono ai consumatori informazioni molto importanti per garantire il consumo dell’alimento in sicurezza

Può sembrare banale, ma gli errori o la mancanza di informazioni sulle etichette possono provocare importanti conseguenze, non solo di immagine, ma anche per l’intero lotto di produzione, con danni importanti per l’azienda produttrice o che commercializza, nonostante la qualità e la sicurezza dell’alimento siano comunque garantite.


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Ne parliamo con Andrea Artoni, responsabile qualità Conad, orientato a sensibilizzare le aziende a questo tema per prevenire ritiri di lotti conformi e conseguenti sprechi alimentari.

A lezione di etichetta: le nuove tecnologie per controlli più rigorosi

Perché l’attenzione alla conformità delle etichette deve essere massima da parte delle aziende produttrici?

Le etichette forniscono ai consumatori informazioni molto importanti per garantire il consumo dell’alimento in sicurezza e molte di queste sono obbligatorie per legge. Molte informazioni sono prestampate all’origine, nel momento della stampa dell’etichetta, e chi la utilizza, ovvero il produttore, non deve fare nulla se non controllarne il lotto in ingresso quando gli vengono consegnate dal suo stampatore (che sia cioè conforme all’ordinato). Ma ci sono altre informazioni che invece vengono apposte dal produttore nel momento dell’utilizzo, direttamente in linea. Durante le fasi di produzione le variabili che possono intervenire nello stampare queste informazioni o nel verificarle sono molte e stiamo cercando di classificare le diverse casistiche così da poter fare formazione e prevenzione. Bastano piccoli errori o distrazioni o un mal funzionamento della macchina confezionatrice per trovarci di fronte a etichette non idonee che possono portare come estrema conseguenza al ritiro dell’intero lotto nonostante la qualità del prodotto sia perfettamente garantita. Faccio un esempio: la mancanza della data di scadenza per un disallineamento delle confezioni sulla linea o per un momentaneo malfunzionamento dell’impianto che la imprime. Non su tutte le confezioni la data di scadenza sarà assente, ma da un lato non possiamo rischiare che un prodotto venga posto in vendita senza questa informazione e dall’altro non possiamo aprire centinaia di cartoni e verificare le confezioni una ad una. La conseguenza è che il lotto debba essere ritirato e restituito al produttore. Altri casi possono riguardare la mancanza intera dell’etichetta oppure del codice a barre o una data di scadenza diversa fra il prodotto e l’imballo secondario. Tutti casi che si possono manifestare puntualmente e a macchia di leopardo nell’ambito di una singola produzione e che non sono poi facilmente individuabili una volta che il prodotto è imballato e spedito a noi. Dobbiamo puntare a ridurre il rischio che questi imprevisti, che generano costi importanti, possano accadere.

 

Oggi le tecnologie hanno fatto molti passi avanti. Pensa che questo possa essere un aiuto per le aziende agroalimentari?

Sì, oggi la tecnologia può aiutare molto nell’automatizzare queste tipologie di controllo e quindi a prevenire molte di queste casistiche. Sono controlli che devono essere integrati e flessibili rispetto alla tipologia di prodotto e che devono adattarsi alle diverse esigenze dell’azienda. Fra una bottiglia, un sacchetto alimentare o una vaschetta le informazioni obbligatorie si trovano in posizioni diverse, su supporti e materiali diversi. Rispetto al passato le tipologie e la forme della confezioni si sono moltiplicate e quindi è necessario sempre più attenzione nel controllare la presenza delle informazioni obbligatorie. Se si cambia il materiale di supporto sul quale viene stampata la data di scadenza per un cambio packaging, l’azienda deve verificare la compatibilità materiale-inchiostro per non trovarsi poi nella condizione che il colore si attenui e i dati non siano più leggibili. Oppure, packaging particolari nei quali l’etichetta con i dati obbligatori si trova nella parte inferiore della confezione e quindi non ispezionale né durante l’inscatolamento né durante la messa a scaffale. Per tutti questi motivi è sempre più importante adottare sistemi automatizzati di controllo di presenza/ assenza etichetta, ma anche di verifica delle corrette informazioni stampate.

 

Quali iniziative pensate potrebbero essere utili per poter sensibilizzare sempre di più le aziende al tema del controllo etichetta?

Il tema del controllo etichetta è un obiettivo qualitativo da approfondire con le aziende per poter illustrare loro le diverse casistiche di non idoneità delle etichette che riscontriamo così da renderli consapevoli dei diversi rischi e poterli prevenire. Una prima occasione sarà proprio nel secondo semestre dell’anno: Ft System, azienda che si occupa di controlli e ispezione nel food and beverage, mi ha invitato a relazionare proprio su questo tema. Partirò proprio dai difetti reali che riscontriamo nella nostra attività. La giornata proseguirà poi con un approfondimento sulla parte normativa, perché è importante conoscere anche le conseguenze legali delle non conformità, per concludere con le soluzioni tecnologiche oggi disponibili che servono a prevenire e ridurre il rischio. Questo è un primo passo importante per confrontarsi con le aziende agroalimentari e crescere tutti insieme in qualità.

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